Avete presente quello che vi avevo raccontato sulla mia classe, sul fatto che c'era la possibilità che avessero smesso di prendermi in giro perchè disegno piuttosto bene? Dimenticatelo. Non disegnerò mai più in classe.
Sapete perchè? Perchè sono dei bambini. Stupidi bambini infantili. E, sì, lo so che mi ripeto quando dico "bambini" e "infantili" nella stessa frase. Ma ora vi racconterò quello che è successo.
Durante l'ora di inglese, mentre chiaccheravo con Laura -per il momento siamo esonerate dal lavoro di inglese, perchè loro stanno leggendo un libro. Il fatto che io l'abbia rubato a Jojo è l'abbia letto sono dettagli irrilevanti, non lo farò presente alla professoressa- scarabocchiavo su un foglio a quadretti. Ora. Dovete sapere che i soggetti principali dei miei disegni sono le donne. Ammettiamolo, anche se fossi stata etero avrei pensato che i corpo di una donna è infinitamente meglio del corpo di un uomo, esteticamente e oggettivamente parlando. I lineamenti sono più dolci, rotondi, morbidi, più dettagliati di quelli di un uomo. Disegno anche uomini, o altro, chessò, paesaggi o animali, però le donne rimangono nei miei disegni privilegiati. Dicevo, stavo scarabbocchiando per far passare il tempo e come al solito quando ho in mano una matita, una penna, una graffetta, un martello, un tucano, qualsiasi cosa, due ragazzi si girano e mi fissano. Devo fare una precisazione. La donna che stavo scarabocchiando aveva il seno scoperto. Così, mr Maturità, ha cominciato a cominciato a mo' di gorilla a indicare il seno del mio disegno e fare segno con le mani sul petto come se si volesse palpare da solo. Sembrava un macaco. Io all'inizio l'ho ignorato, ma quando cominciava a farsi insopportabile gli ho chiesto: "Insomma, non hai mai visto una donna nuda?"
Ovviamente l'ho detto per provocarlo e per farlo stare zitto. Mossa sbagliata.
La metà classe maschile si è girata verso di me con aria totalmente sconvolta. A questo punto ovviamente la professoressa di inglese si è accorta che stava succedendo qualcosa, ed è venuta verso di me. E mi ha chiesto che cosa avevo disegnato.Così ho dovuto mostrarle il mio scarabocchio.
Ovviamente l'ho detto per provocarlo e per farlo stare zitto. Mossa sbagliata.
La metà classe maschile si è girata verso di me con aria totalmente sconvolta. A questo punto ovviamente la professoressa di inglese si è accorta che stava succedendo qualcosa, ed è venuta verso di me. E mi ha chiesto che cosa avevo disegnato.Così ho dovuto mostrarle il mio scarabocchio.
Avevo la faccia e le orecchie (soprattutto le orecchie) in fiamme.
Quando l'ha visto la reazione collettiva è stata più o meno questa:
Prof: "Oh!"
Prof: "Oh!"
Alunno 1: "Cos'è?"
Prof (In quel momento l'ho stimata): "Sono io!" (Poi rivolta a me in sottovoce) "Nei miei sogni."
Prof sempre rivolta a me ma a voce alta: "Sei molto brava a disegnare, ma così mi metti gli alunni in confusione."
Stupide scimmie.
Comunque sia, a parte questo, nella scuola mi trovo sempre meglio, anche se gli allenamenti di parcour mi distruggono. Più che altro il giorno dopo ho sempre i muscoli tutti ingolfati, ma sto facendo un sacco di sport! Solo oggi ho fatto 14 km in bici, per accompagnare Laura a casa sua e tornare da me, e riesco a non mangiare dolci! Tranne durante il weekend, lì è inevitabile.
Laura non abita proprio a Tubingen, ma in una frazione che si chiama Hirschau (che tradotta significa "vallata del cervo") e dista cinque chilometri dal centro città, in più casa mia dista due chilometri e qualcosa da centro, quindi in tutto sono circa sette chilometri. Vale la pena di andare da lei anche solo per la strada però. Per un terzo la strada è immersa nei boschi. Ed i boschi sono pieni di scoiattoli qui. Si sentono i loro squittii ovunque, e sono riuscita a immortalarne uno nel parco vicino alla nostra scuola.
Comunque sia, a parte questo, nella scuola mi trovo sempre meglio, anche se gli allenamenti di parcour mi distruggono. Più che altro il giorno dopo ho sempre i muscoli tutti ingolfati, ma sto facendo un sacco di sport! Solo oggi ho fatto 14 km in bici, per accompagnare Laura a casa sua e tornare da me, e riesco a non mangiare dolci! Tranne durante il weekend, lì è inevitabile.
Laura non abita proprio a Tubingen, ma in una frazione che si chiama Hirschau (che tradotta significa "vallata del cervo") e dista cinque chilometri dal centro città, in più casa mia dista due chilometri e qualcosa da centro, quindi in tutto sono circa sette chilometri. Vale la pena di andare da lei anche solo per la strada però. Per un terzo la strada è immersa nei boschi. Ed i boschi sono pieni di scoiattoli qui. Si sentono i loro squittii ovunque, e sono riuscita a immortalarne uno nel parco vicino alla nostra scuola.
Tornado a parlare della scuola, comunque, giovedì sono andata anche a coro, e mi piace sempre di più! A parte il fatto che il maestro mi sta dando delle specie di lezioni private per insegnarmi le canzoni, questa settimana abbiamo avuto anche un'altra insegnate di canto che durante il coro faceva uscire a gruppetti da tre/quattro le persone e poi le faceva cantare. Io ho fatto amicizia con due soprani questo giovedì, molto simpatiche, così siamo andate insieme dalla maestra. Quando questa ha scoperto che ero italiana si è tutta esaltata dicendo che lei era stata in Italia un mese, e che amava l'italia. E dopo avermi fatto cantare mi ha detto, in un tedeschissimo italiano: "Da noi pensiamo che in Italia voi cantate bene."
Oh, stop you:3
E, dopo questo, mi ha tenuta lì dopo coro a cantare, e alla fine le ho lasciato il mio numero di telefono perchè mi ha detto di voler fare un progetto dato che canto bene e sono italiana. E non so se essere totalmente esaltata per tutto ciò, o essere spaventata a morte. Penso che alternerò.
Ad ogni modo, dopo coro, il tempo mi ha giocato un altro dei suoi simpaticissimi scherzi. Quando ero uscita c'erano venticinque gradi, non c'era una nuvola e io ero uscita bellamente con una maglietta a mezze maniche. Quando ho finito coro il cielo era plumbeo e minacciava pioggia.
Ora.
Dovete sapere che io ci impiego all'incirca 20/25 minuti per andare a casa. Quando sono partita ha cominciato a piovere. Avete presente quelle piogge violentissime che durano un quarto d'ora? Quelle con la grandine? Ecco, ora sommate i quindici minuti, con i miei venti, la mia bici e la mia maglietta a mezze maniche.
Fantastico.
Fantastico.
Adesso aprirò un breve capitolo intitolato:
Lisa.
Chiunque soffra di diabete smetta di leggere ora, poichè questo pezzo potrebbe essergli fatale.
Bene, miei coraggiosi lettori che siete andati oltre al mio avvertimento legato all'infinita dolcezza di questo breve capitolo, ora vi racconterò una cosa: ieri io e Lisa facevamo un anno insieme. E non mi sembra possibile, mi sembra ieri che ho conosciuto quella ragazzina un po' insicura e per "fare colpo" su di lei ho cominciato a scriverle. Da allora sono cambiate un sacco di cose. Ho imparato ad amarla, a scoprirla, a capirla. E lei è cresciuta; è cresciuta un sacco. E, sì, con lei sono cresciuta anche io. Ho scoperto che non è poi così insicura, e ho scoperto che dentro di sè ha una dolcezza che non svela agli altri. Ho scoperto il suo sorriso, che mi illumina completamente la giornata, o anche la settimana. Ho scoperto che quando piange le tremano le labbra (ed è una cosa dolcissima). Ho scoperto il suo corpo, che è morbido e dolce, è anche magro, e che lo nasconde sotto mille (sì, mille) strati di vestiti. Ho scoperto che litigare fa male, anche fisicamente, perchè sento un groppo in gola, e mal di stomaco. Ho scoperto che la sua pelle è fantastica. Ho scoperto la sua risata. Ho scoperto, scopro e continuo a scoprire, sempre con la stessa meraviglia innamorata.
Mio impavido e coraggioso lettore che sei arrivato fino in fondo, so che vedrai tutto questo come frutto di una tipica adolescente romantica. Be', io non mi definisco una tipica adolescente. Né prima di incontrare Lisa mi sarei definita romantica. Per nulla.
Ma la amo, e voglio urlare il mio amore. Cosa c'è di male?
Ma la amo, e voglio urlare il mio amore. Cosa c'è di male?

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