Ah, Venezia. Venezia non delude mai.
Da quando sono ricominciate le lezioni, settimana scorsa, mi sono sorpresa a pensare a quanto mi fosse mancata questa città vagamente decadente che odora di alghe e salsedine, per essere poetici (visto che a volte puzza e basta). La cosa più bella di Venezia è che non ti annoi mai. Ci sono problemi tutte le varie feste la sera, e in questo periodo si stanno davvero superando, ce ne sono un sacco! Per esempio quella a cui sarei dovuta andare sabato sera io, Wasabi, il Campano e la Sicula, ma potevamo mai noi essere in orario? La festa era gratis fino a mezzanotte e noi siamo arrivati ovviamente tardi. E' stata comunque una serata divertente, considerando che da Piazzale Roma all'Arsenale, dove c'era la festa, abbiamo conosciuto un sacco di gente, tra cui: una coccinella (preferita di Wasabi, che continuava ad urlare: "Cocciiiii!" forse a causa dei fumi dell'alcool, ma comunque spaventando a morte la malcapitata), un veneto-messicano che parlava anche il francese e il tedesco e il suo amico altrettanto poliglotta, due ungheresi molto simpatici (ungheresi sul serio) e altre persone che non ricordo molto bene perchè, be', forse anche io ero un po' in preda ai fumi dell'alcool. Ma mai come Chiappa comunque! Chiappa - la Sicula, è diventata Chiappa sotto suo suggerimento "Mi vanno bene tutti i soprannomi, basta che non mi chiamate Chiappa!"- mi ha fatto compagnia sabato. Non era ubriaca, secondo lei aveva solo la liscìa un termine siculo che rende bene il significato di ridarola bresciano. In realtà, cara Chiappa, temo che per quanto tu possa avere la liscìa, ridarola o come vuoi chiamarla, non puoi cadere, DA SEDUTA, per terra incastrandoti tra il sedile e il parapetto del traghetto senza essere un minimo ubriaca. Mi dispiace. Ma questo non significa che non sia stata una scena divertente eh! Anzì, sissignore se lo è stata! Devo averne ancora le foto. E soprattutto se avessi avuto solo la liscìa non avresti continuato a parlare in inglese con me e Speciale per tutto il resto della serata.
Ad ogni modo, Venezia non è divertente solo per le serate. Diciamo che anche durante la giornata di svaghi ne potrai trovare parecchi, o sprovveduto avventuriero. Pioggia, vento, neve, acqua alta, turisti giapponesi che non temono le precedenti condizioni atmosferiche e continuano imperterriti a camminare , insomma, le minacce sono tante. L'ho detto, di sicuro non ti annoi. Soprattutto se TUTTE queste complicanze si scatenano contro di te INSIEME, il giorno in cui ti sei svegliata presto per andare a lezione alle 8.45, devi prendere un treno (ovviamente in ritardo, il dio di Trenitalia mi odia) per presentarti puntuale in ospedale a togliere il gesso. Inutile dire che non sono arrivata puntuale, e che non si capiva più da dove cominciava il gesso, visto che tutto il mio corpo era ricoperto dalla neve, e quindi il bianco della neve e del gesso si confondevano. Tuttavia sono riuscita a farmi liberare il gomito e ora (Yuppii!) posso stendere interamente il braccio. E ho fatto amicizia con i gessisti.
Ad ogni modo, Venezia non è divertente solo per le serate. Diciamo che anche durante la giornata di svaghi ne potrai trovare parecchi, o sprovveduto avventuriero. Pioggia, vento, neve, acqua alta, turisti giapponesi che non temono le precedenti condizioni atmosferiche e continuano imperterriti a camminare , insomma, le minacce sono tante. L'ho detto, di sicuro non ti annoi. Soprattutto se TUTTE queste complicanze si scatenano contro di te INSIEME, il giorno in cui ti sei svegliata presto per andare a lezione alle 8.45, devi prendere un treno (ovviamente in ritardo, il dio di Trenitalia mi odia) per presentarti puntuale in ospedale a togliere il gesso. Inutile dire che non sono arrivata puntuale, e che non si capiva più da dove cominciava il gesso, visto che tutto il mio corpo era ricoperto dalla neve, e quindi il bianco della neve e del gesso si confondevano. Tuttavia sono riuscita a farmi liberare il gomito e ora (Yuppii!) posso stendere interamente il braccio. E ho fatto amicizia con i gessisti.
I gessisti mi piacciono.
A parte il fatto che da quando bazzico nell'ospedale di Padova i gessisti (in realtà non sono sicura che questa parola esista, ma è come il "battellaio", lo so che non esiste, ma io ho fatto il linguistico, posso inventare quante parole voglio) sono le uniche persone umane che abbia incontrato. Cioè, si rapportano. Voglio dire, i dottori sembrano robot, ti guardano, ti dicono che hai il braccio rotto, che devi fare tanta ("Ma tanta eh!") fisioterapia e bonc, basta. Il prossimo paziente. Per carità, non sono da biasimare, ma i gessisti sono tutta un'altra cosa. Ti accolgono con il loro calore da gessista, ti parlano con un viso aperto e sorridente da gessista, e la grande famiglia dei gessisti ti abbraccia, facendoti sentire più sicuro in questo mondo freddo e inospedale inospitale. E non sto scherzando. Sono davvero una famiglia, un clan, una tribù, una cerchia ristretta. Come i massoni. E loro mi hanno direttamente proposto di entrare a far parte di questa famiglia.
Naturalmente ho accettato.
Abbiamo parlato di molte cose, al Sig. Konnichiwa piacque particolarmente la parola "Konnichiwa" quando gli dissi alcune parole in giapponese sotto richiesta, e così ogni qualvolta entrava qualcuno, paziente, medico, infermiere o chiunque, salutava con un allegro "konnichiwa!". Carino. Il Sig. Silenzio mi disse un'unica cosa: che voleva un tucano disegnato sul mio gesso. Perchè il Sig. Silenzio ama i tucani. La Signora Positività mi chiese come stava andando l'università, e alla mia risposta "Bene! Mi piace molto sia la mia facoltà che Venezia! E poi Venezia è una bellissima città da visitare se hai il ragazzo!" disse: "Eh, già.. Pensa quando vi lascerete, ogni cosa di Venezia ti ricorderà lui, sai cara, nulla è eterno." Il bello è che me lo diceva con aria totalmente ingenua e sorridente. Quando sono uscita dalla sala gessi mi sono fermata, ho piegato la testa e ho pensato: "Ma cosa diavolo è accaduto?"
Ad ogni modo, Venezia è festaiola e divertente, ma anche romantica. Okay, non credevo avrei mai potuto dire delle cose del genere io che sono sempre stata l'anticristo del romanticismo, ma girare la città vecchia e, come dice De Andrè "Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli, in quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori", con qualcuno di cui sei innamorata, ma soprattutto con qualcuno che apprezza il girovagare come lo apprezzi tu, è stupendo. Perchè alla fine è anche per questo che lui mi piace così tanto, no? Quando siamo andati a Montisola, a Montecampione, ogni volta che usciamo insieme e scopriamo un posto nuovo, vedo nei suoi occhi e sento nelle sue parole le stesse emozioni che provo io. Chiamala wanderlust, chiamala sehnsucht, io la immagino come una mongolfiera con scritto la tête dans les nuages, perchè esprime perfettamente come voglio girare il mondo: lentamente, godendomelo in ogni singolo quartiere, viottolo, ponte, viuzza. Annusando, assaggiando, toccando ed ascoltando non solo guardando.
Mi piacciono le piccole cose. D'altronde io sono piccolina, vedo le cose dalla mia prospettiva.
Ecco, questa cosa, questa wanderlust, la vedo anche in lui, e lo adoro per questo. E così, lettore, hai scoperto che ho passato l'esame, quello a cui tenevo tanto. E sì, questo post è totalmente intriso da un insopportabile senso di positività tipico da ragazzina, ma che ci vuoi fare, lasciami godere il momento finchè posso.
Da quando frequento Venezia e il Campano, comunque, non ho più bisogno di fare sport. Ookay, questa potrà sembrare un riferimento sessuale, ma non lo è. Almeno, in parte non lo è. Venezia è tutto un su e giù per ponti, e soprattutto in questo periodo, è uno sfizio. Ci sono maschere ovunque. E giapponesine che inseguono maschere ovunque. E ovviamente noi quattro potevamo perdere occasione di vestirci? Io sono diventata Napoleone, Il Campano un samurai in Yukata, Chiappa un pappagallo (ha approfittato di ciò che la natura le ha donato: un perfetto naso-becco) e Wasabi una specie di panda. Con "パンダ" scritto in fronte in katakana, per attirare le giapponesine, da cui è inevitabilmente attratto carnalmente. La strategia funzionava, però bisognava dire che la gran parte delle orientaline era attratta dal mio ragazzo (che strano da dire), il quale, inutile dirlo, ne ha poi approfittato per farmi ingelosire.
Wasabi e il suo amore per i coriandoli. Scusa Wasà.
Le foto sono scattate col cellulare, quindi non sono il massimo della qualità.
Maledetto lui e maledette le orientaline.
Ed è QUESTO che intendo con il fatto che Marco mi fa fare palestra. Tralasciando tutte le volte che lo picchio, intendo il fatto che stare con lui è come avere una palestra psicologica ogni minuto. Ed è stupendo. Una volta lui mi disse, scherzando, che quando ci lasceremo tutti gli altri ragazzi saranno più noiosi. Ora, lui lo disse per scherzo, ma io temo sarà davvero così. Stare con lui è come girare per Venezia, non mi annoio mai. Siccome tende spesso a scherzare anche nei momenti seri, mi piace riuscire a cogliere le cose vere dietro la maschera scherzosa che ha e mi piace anche farglielo capire. Amo quei momenti in cui davvero riesco a fargli carpire quello che sto pensando, e amo quando io invece riesco a farlo con lui. Sono dei momenti magici, mi sento come se riuscissi finalmente ad incastrare i pezzi di un puzzle particolarmente difficile. Me li godo tutti al massimo. Come mi godo al massimo alcune sue espressioni del viso. Lo so, lo so, può sembrare una frase senza alcun senso logico, ma certi piccoli dettagli mi fanno impazzire. Tipo alcuni sguardi che mi lancia prima di dirmi che sono carina, o il sorriso sghembo che fa prima o dopo avermi perculato. Anche quello mi piace, sì. Sono quelle cose che ti fanno venire voglia di prenderlo a botte oppure saltargli addosso. Oppure entrambe le cose insieme. Altre piccole cose che fa mi piacciono, come per esempio l'essere riuscito (quasi) a farmi abbandonare mentre ballavo. SEMBRA una cagata, caro lettore, ma io non ci riesco. Davvero, io quando ballo sola scoppio di energia, soprattutto se sono proprio sola, con la camera chiusa e le cuffiette. Ma appena ballo con qualcuno divento impacciata, ho paura di pestare piedi, di perdere il ritmo ecc. Ora. Mentre cucinavamo (amo quel ragazzo, cucina, e cucina BENE. E dice che sono magra. AMO IL MEDITERRANEO.) ogni tanto ballavamo. Ad un certo punto ho pensato: "Se riesce anche per un attimo, a farmi lasciare andare, è preso." E c'è riuscito. Cristo, se c'è riuscito. Ho chiuso gli occhi ed era tutto un trip di colori e musica. E non ero né ubriaca né tanto meno drogata. Assurdo.
Un' altra piccola cosa che ha fatto, che, lo so, sembra una cavolata, è stato comprarmi le olive. Ora, sì, sembra ancora più una cagata, ma erano settimane che avevo voglia di olive, e lui mi ha comprato le olive di nascosto. Semplice, no? Sembra quasi scontato, detto così. Ma il punto è che l'ha fatto con una dolcezza spontanea che da lui proprio non mi aspettavo. Da quando stiamo insieme è ancora più bello perchè scopro ogni giorno qualcosa di nuovo di lui.
Cristo, mi vergogno così tanto di tutto questo. Ecco perchè spero che lo legga. Sembra una contraddizione, ma tanto non riuscirò mai a dire a voce queste cose. Mi vergogno a pensarle, figurati a dirle ad alta voce. Sono troppo orgogliosa per mostrare il mio lato femminileormonaleschifo, anche se piano piano sta venendo fuori, come una schifosissima acne giovanile. Non rileggerò neppure il post, altrimenti so che cancellerei tutto.
Me femmina, ti odio.
Potrei continuare all'infinito a parlare di Marco, ma poi lui si gaserebbe troppo.