martedì 27 novembre 2012

Breve presentazione di Tübingen.

Okay, so che sicuramente non interesserà a nessuno, ma questa e una breve presentazione della mia Tübingen. Enjoy it!
Casa mia. So che sembra un po' triste e infelice, ma vi assicuro che col bel tempo è più carina, e il cortile si riempie sempre di bambini urlanti.
Caarino.

Il mio vicolo. Non si vede, ma è pieno di negozietti biologici, sotto, e, non so se avete mai letto Elmer, ma il furgoncino non è uguale??
Sulla strada per andare a scuola c'è anche un weinmarkt. Non vi dico l'odore alle sette e mezza.
 Regali di ogni occasione: Vino, spiriti, o specialità gastronomiche a servizio di consegna nazionale.
Questo. Tizio.
Tutte le sante mattine lo scambio per una persona e prendo un mezzo infarto.
Questo ponte è piuttosto vicino a casa mia, ed è uno dei punti della città che mi piacciono di più.
Anche questo posto è bello, vero? Pittoresco.
E' un ritrovo di tossici. 
 Questa casa è una delle mie preferite.
E questi graffiti sono su una casa per studenti vicino al centro. Sono fantastici. E sotto vendono il sushi:D



E questo. E' in assoluto il mio posto preferito di Tübingen. Si chiama Nonnenhaus.

Ricerche o vagabondaggi?

Questa non è stata una settimana particolarmente attiva. Diciamo che dato che i professori mi snobbano, posso saltare alcune ore che non mi interessano. Non biasimatemi, sono una brava ragazza io. Solo che trovo inutile passare delle ore seduta a scaldare letteralmente la mia postazione, senza capire un'acca di letteratura tedesca, anziché piuttosto gironzolare senza un'apparente meta fissa in Tübingen. Così, ho deciso di saltare l'ultima ora di sabato scorso, e andare a mangiare da qualche parte per le viuzze strette, circondate dalle case tipiche della città, strutturate in legno, risalenti al medioevo, che tendono ad allargarsi salento verso l'alto. Se si proiettasse la strada sulla quale cammino, in centro, sarebbe troppo larga per stare tra i tetti delle case a punta. Tornando al mio vagabondaggio, comunque, mi sono stabilita alla Nonnenhaus, che è uno dei punti di Tübingen che mi piace di più, e ho iniziato a mangiare il mio pranzetto, seduta su un muricciolo. Ad un certo punto, un tizio con la fisarmonica ha cominciato a suonare, appoggiato all'inferriata di un ponticello. Non è meraviglioso come la musica, anche un semplice motivo, possa cambiare totalmente la percizione di una persona su quello che gli sta accadendo intorno? Voglio dire, le persone camminavano rilassate e calme con la colonna sonora de Il Meraviglioso Mondo Di Amelie, e due minuti dopo, erano in preda alla fretta e all'agitazione generale, con In The Hall Of The Mountain King. con una colonna sonora si può immaginare di tutto sulla gente che passa; L'uomo con la camicia rossa sta pensando alla sua bambina piccola che lo aspetta a casa, la donna con gli stivali color pesca ha già cominciato a fare i regali di natale, e l'anziano signore con la sciarpa a quadri ha voglia di una zuppa. La musica costruisce la storia delle persone, non trovate? Quando il suonatore di fisarmonica si è spostato gli ho detto: "Noch enimal bitte!" (ancora una, perfavore), ma lui si è limitato a indicarmi che andava da un'altra parte della città, e così l'ho seguito. Okay, avrà pensato che fossi matta, ma non mi importa.Ascoltarlo mi piaceva un sacco, e in più, non avevo nulla di meglio da fare. Così l'ho seguito fino al Rathaus Platz e mi sono seduta ad ascoltare la musica.
Lì, ovviamente, ho incontrato Birgit, che però non ha fatto riferimenti al fatto che non ero a scuola. Però mi ha fatto quasi perdere il tizio.
Ora. Avrei voluto avere una specie di macchina fotografica magica per ritrarre le case, la gente che passava, la musica, tutto, in ogni dettaglio. Ma, ovviamente, non avevo con me neppure la mia macchina fotografica normale. Figuratevi una magica. Dopo un po' che ascoltavo mi è venuta voglia di ballare. Così ho chiesto ad un vecchio signore di ballare con me. "Ma non so ballare!" Mi fa. "Beh, ma neanche io!" E alla fine ho ballato con il vecchio signore.
Okay, lo so che adesso mi state prendendo per pazza, drogata o entrambe le cose, ma non è del tutto colpa mia. E' che in questo periodo sto leggendo parecchi libri filosofici (non ne ho più altri italiani qui) e il mio modo di pensare in questo periodo ne risente leggermente.
Non pensate che i miei vagabondaggi si limitino all'inseguimento di suonatori isolati di fisarmonica comunque.
Infatti, come avevo già detto un po' di tempo fa, vado a tingermi i capelli. Non tutti, sia ben chiaro. Il punto della situazione è che io e Laura, anche lei con le stesse intenzioni, dovevamo prima trovare un parrucchiere abbastanza economico e pseudo-bravo. Ora, diciamo che siamo andate migliorando. Il primo è stato un disastro. La tizia che ci lavorava non ha capito un'emerita sega di quello che volevamo fare (e non era il nostro tedesco che faceva schifo, perchè con gli altri ha funzionato benissimo), e inoltre, quando abbiamo detto che volevamo tingerci i capelli di blu lei ha strabuzzato gli occhi e ha detto: "BLU?! Non preferireste piuttosto un bel rosso?"
Ma il rosso puoi tenertelo.
Siamo usciti con addosso questa faccia:
 Il secondo era già meglio, la tizia che ci lavorava ci aveva quasi convinto finché abbiamo chiesto il prezzo al tipo che era in cassa e lui ci ha risposto in tono degno del nostro accento malghese "Ah, ho mia eh. Me laur mia ché."
Traducetelo in tedesco.
Comunque, era sempre migliore del primo.
Il terzo non era male, però la tizia che ci ha parlato ha detto che per tingerseli come avrebbe voluto, Laura avrebbe dovuto tagliarsi un po' i capelli, perchè ha le punte rovinate. Questo ce lo aveva detto pure quella del secondo, ma non quella del primo (prova ulteriore della sua stupidità). Però questo era un po' troppo caro. L'ultimo che abbiamo provato ci ha convinte definitivamente perchè:
1.La tizia è stata molto gentile
2.Costa ragionevolmente poco.
3.C'è una ragazza italiana che ci lavora e questo forse (e sottolineo, forse) ci permetterà di uscire dal parrucchiere come ci aspettiamo e non totalmente rasate a zero tranne la frangetta tinta di verde, per qualche incomprensione linguistica.

I nostri vagabondaggi non si solo limitati a ciò, nossignore! Questo weekend siamo state lasciate sole a noi stesse, ma questo forse è stato anche un bene, perchè Johanna & co. non possono entrare nei bar, o meglio, possono, ma non possono bere praticamente nulla perchè non hanno ancora sedici anni. E vagabondare con loro è bellino, ma la sera è fottutamente freddo, e io sono più tipo da calda atmosfera da pub, o anche da bettola volendo. In ogni caso, io e Laura ci siamo dedicate alla ricerca di uno che ci potesse aggradare. E ne abbiamo trovata una carinissima, che si raggiungeva passando per un ponticello sopra un canale del Neckar, in cui salivi le scale e ti trovavi in una calda atmosfera da birra-tedesca. Sarebbe sembrata una cosa carina e fiabesca se non fosse stato per il fatto che dentro l'atmosfera era, appunto, da birra-tedesca.
Era meraviglioso.
Il problema era che la parte fumatori era un buon tre quarti del locale, e la parte non fumatori aveva solo tre miseri tavolini. Ci saremmo adattate, ma era tutto pieno. Così siamo andate alla ricerca di un altro posto. E vicino alla stazione ne abbiamo trovato uno che somiglia in modo stupefacente al Conary, in cui ci hanno servito sì, birra, ma anche un amaretto. Ah, sia lodato il cielo! Di solito ti chiedono l'età, questi dannati tedeschi. Comunque, siccome era da parecchio che non bevevamo nulla che non fosse birra, io e Laura eravamo sane, ma piuttosto brille. Lo so, lo so, sono brava negli ossimori.

Momento dedicato alla mia Lisa. 

Sai, dolcezza, oggi ho avuto un istinto fortissimo di abbracciarti e per un po' ho agitato le braccia nel vuoto come una stupida. O una pazza. O anche una scema, volendo. Ecco, dovresti essere fiera di te, rendi la tua ragazza una stupida pazza scema. Ma non fa niente, sei perdonata. Dopo tutto, non penso di essere l'unica stupida-pazza-scema-innamorata su questa terra. 




                                                               

martedì 20 novembre 2012

La vita è un nonsense di sogni da circo.

Oggi sono pseudo malata.
Dico pseudo perchè in realtà non ho nulla di serio, ho solo un po' di mal di testa, una spalla da rottamare, e una palpebra che sta raggiungendo un colorito giallastro piuttosto insano. Ma a parte questa allegra introduzione che mi fa sembrare una specie di vecchietta, parlerò di quello che sta succedendo.
Natale. Natale ovunque. A dire la verità, il natale si è appropriato delle strade, dei negozi, e di tutta la città, ancora prima di Halloween. Ma l'occupazione ufficiale è stata settimana scorsa, quando hanno decorato i lampioni, togliendo i fiori e mettendo delle enormi stelle luminose decorate con delle ghirlande verdi che sospetto possano essere persino vere, dato che ogni tanto vedo in giardinieri che le danno da bere. Ma la cosa più bella sono i negozi! Sono tutti, tutti, dalle panetterie alle cartolerie (la stra grand parte dei negozi, alla fine) decorati con palline natalizie, luci, cervi in abbondanza e ghirlande. E siamo solo a novembre! Voglio dire, hanno cominciato a decorare all'inizio, di Novenmbre! E, dimenticavo. La cosa migliore non sono i negozi decorati, anche se sono meravigliosi, ma, tanto per cambiare, il cioccolato. Dovrei cambiare il nome di questo blog in: "Vorrei viaggiare su un camion che trasporta cioccolato solo per poter finire sempre in una cioccolateria e poter provare i gusti del cioccolato". Sarebbe un nome azzeccato. Comunque, tutto questo, HA, effettivamente una ragione. E la ragione è, che in Italia NON c'è tutto questo dannatissimo cioccolato! Quindi perdonatemi, se vi annoio con questo argomento, ma continuerò a parlarne. Primo: qui le catene di cioccolato (Lindt, Ritter sport, Milka etc.) non si limitano a fare i loro prodotti e stop. No, qui fanno a gara per vedere chi crea i prodotti più creativi (e più deliziosi), quindi, io, da consumatrice, svolgo un ruolo fondamentale nel loro marketing. Non gli comunico apertamente quello che penso, ma scommetto che hanno dei lavoratori telepatici nelle loro aziende, che sentono quello che in consumatori pensano. Quindi, ne concludo che faccio bene a mangiare tutto questo cioccolato.
Non. Contradditemi.


Io.

Oh, indovinate? Anche il  mio corpo si sta adattando a tutto questo spirito natalizio! Sono diventata, infatti, un meraviglio Pudding Natalizio! Non è fantastico!?
No. Assolutamente no.
Ho preso un chilo. Dannazione. Però, io e Laura, anche lei nella mia stessa situazione, anche sei lei è COMUNQUE più magra (sgualdrina), abbiamo pensato che in realtà ci siamo solo appropriate di un piccolo gatto! Ovvero, un piccolo gatto sosta nel nostro grembo in modo perenne, rendendo il nostro peso maggiore di quello che è, ed è troppo piccolo e puccioso per essere cacciato.
Okay, questo post non ha un senso compiuto.
Sapete cosa ancora non ha un senso compiuto? I sogni. Questo weekend io Laura e Jojo siamo state insieme a Stoccarda è abbiamo parlato un sacco di sogni.  A dire la verità abbiamo parlato un po' di tutto. E ci siamo divertite come delle matte! Adesso con Jojo mi trovo sempre meglio, ed è davvero come avere una sorella! Mi sembra di essere tornata bambina, perchè faccio dei giochi stupidissimi in cui mi diverto come una scema. Per esempio, ad un certo punto mi sono stesa su un tavolino e ho fatto finta di essere dallo psicologo. Il mio problema era che non avevo abbastanza forza decisionale, e quindi la mia vita era da suicidio: Non potevo neppure scegliere tra gelato alla fragola o alla vaniglia! Dopo una lunga seduta da parte della dottoressa Lucchini e Von Winning sono riuscita a realizzare che volevo la FRAGOLA, avrei indossato  il vestito BLU e avrei bevuto ARANCIATA. Il problema era, che io in realtà non avevo bisogno di nessun aiuto, perchè non ero un paziente, ero un vampiro, e quella era una trappola! Ma, hei, aspetta, anche la dottoressa V. Winning era un vampiro!
Così ci siamo avventate su Laura.
Ma il mio week-end è riuscito anche ad avere un briciolo di senso. Infatti siamo andate al circo!
A dire la verità non era precisamente un circo, ma un teatro-circo, senza animali, incentrato sui sogni. Un "Traumtheater", teatro dei sogni. Si chiama Salome (si pronuncia salomé), ed è formato da vari aritisti: acrobati, giocolieri, contorsionisti, nani, ballerini e ballerine, etc etc. Ho rinunciato da tempo a fare le foto all'interno, soprattutto al circo (vd. Zambaioni) ma non posso non postare una foto stupenda. Una ragazza infatti, aveva una specie di piano che veniva proiettato su uno schermo sul teatro, dove lei faceva dei disegni con la sabbia. Erano una cosa incredibile. Lo spettacolo è partito e finito con i suoi disegni. In ogni caso, anche se non posto foto dello spettacolo (che per la cronaca s'intitolava "Weisser Schwan im Blauen Mond", Un cigno bianco su una luna blu) posso comunque postare la sua home page e il video che c'è.
















Angolo dolcioso di Lisa.
Amore. Per favore, credi in te stessa. Io so che sei forte, e che puoi farcela, anche se sei stufa. Presto tornerò da te, intanto accontetati di sognarmi, dolcezza, e io sognerò te, così staremo insieme! Ti amo.

Bei sogni.


giovedì 15 novembre 2012

Pois rossi e oche.

Finalmente.
Finalmente il mio computer ha ripreso a funzionare. Eh, sì, miei amati e numerosissimi lettori, non vi avevo abbandonato per darmi alla follia tedesca. Sono ancora qui, più drogata di cioccolato che mai, col cervello sempre più congelato, ma sto discretamente bene. Diciamo che dopo le vacanze d'autunno mi sento abbastanza riposata.

Foto di me in crisi per la rottura del computer:


Vacanze d'autunno, avete capito bene. Bisogna sapere infatti che in Germania le vacanze vengono fatte periodicamente ogni cinque settimane, quindi questa era legittimata chiamandola "vacanza d'autunno". Ma, ora, miei cari lettori immagino che vogliate sapere come ho passato le mie vacanze! Prima tutto bisogna sapere che ero in un paese di otto case. E non sto scherzando, ne esagerando. Erano otto fottutissime case. In mezzo alle alpi. Quindi, sì, faceva freddo. E quindi sì, non ho festeggiato granchè halloween. In compenso Johanna mi ha truccata. Avete presente Roy Lichtenstein? No? Be', avete presente quelle immagini dei fumetti dove la pelle è colorata da puntini rossi? Quelli in stile Pop-Art. Esatto, ero letteralmente coperta di puntini rossi. Che su un'opera di Lichtenstein possono anche sembrare belli, ma non su di me. Sembrava che avessi un'estrema forma di acne giovanile combinata a un caso piuttosto grave di morbillo. In compenso, dopo io ho truccato lei (Birgit mi ha appena dato un cioccolatino! Che donna dolce! *w*). Solo che io volevo fare le cose per bene, così l'ho truccata da teschio messicano di zucchero, quegli adorabili dolcetti che i messicani usano dedicare ai loro antenati durante la festa dei morti.

A cosa avrei dovuto somigliare:












A cosa somigliavo:

Tornando a parlare del paese-di-otto-case-contate, comunque, la cosa bella era che sembrava di essere in una fiaba. Oppure nella canzone di Marcella Bella "Montagne Verdi". Solo che erano verdi-bianche, per la neve. Un'altra cosa bella, è che dopo quattro estenuanti ore di viaggio, in cui avrei potuto persino dormire, dato che era buio, ma ovviamente Johanna ha tenuto la sua luce accesa tutto il viaggio e sono riuscita a dormire solo l'ultima mezzora, mettendomi in una posizione poco umana, è stata che i nonni di Johanna avevano preparato una cena a dir poco sostanziosa. Prima di tutto la zuppa di zucca. E, come ho già detto, io sono una fan delle zuppe, soprattutto se preparate da dei nonni amorevoli. Poi: L'insalata. E qui, rullo di tamburi, sono riuscita a dire alla mia famiglia che odio l'aceto! Dopo quasi due esasperanti mesi di disgustosa insalata ce l'ho fatta! Ma la parte migliore deve ancora arrivare. Crepes. Deliziose Crepes alla nutella, che sono riuscita con abilità a sottrarre allo spargimento universale di cannella prima che fosse troppo tardi. E mi sono goduta le mie due meritatissime piadine alla nutella. Ma il cioccolato dopo quel giorno è abbondato. E i miei altri-nonni-tedeschi non esitavano a darmene quanto volevo. Sono state delle vacanze in isolamento, certo ma pur sempre dolce. Okay, non proprio totalmente in isolamento. Vicino al paese-di-otto-villette-abitate-da-cacciatori-di-daini c'era anche un paese (non molto) più grande. Così, il giorno dopo siamo andate a visitarlo. Anche non contando il fatto che la sella della mia bici mi arrivava alla vita, e che quindi da seduta non toccavo i pedali e ho dovuto pedalare in piedi, la gita non mi è piaciuta gran che. Prima di tutto siamo andati in un cimitero, ma questo non mi è dispiaciuto. I cimiteri mi sono sempre piaciuti, sin da quando ero bambina, perchè mi piaceva guardare le lapidi di forma diversa e pensare che fossero porte che mi catapultassero chissà dove. Ora mi piace ancora guardare le lapidi, ma mi piace anche guardare i nomi della gente morta, e immaginarsi il tipo di vita che hanno avuto. E quando ne trovo una senza fiori mi chiedo sempre cosa abbia fatto per meritarsi questo trattamento, nessuno che ricordi l'uomo/donna che era stato. E mi viene voglia di ricordarlo, anche se non lo conoscevo, e per un periodo, in una vacanza in Liguria con mia mamma e mia sorella mi sono svegliata per una serie di giorni alle sei e andavo a passeggiare sulle scogliere pensando, e in queste mie capatine mattiniere passavo anche per il cimitero a lasciare i fiori alle persone dimenticate.
Tornando a noi, comunque, il cimitero non era nulla in confronto alla chiesa. Ora, partendo dal fatto che nel sud della Germania (la mia famiglia no, grazie al cielo) sono dei ferventi cattolici, e piazzano Gesù Cristi in croce ovunque nei campi, immaginatevi la chiesetta nel paese sperduto-di-cattolici-nello-stesso-stile-della-mia-amata-valle. Prima di tutto, aveva una miniatura della chiesa stessa nel porticato, in una teca di vetro. Ma non è tutto. Inserendo la modica cifra di venti centesimi sotto la teca di vetro, dalla  nella piccola riproduzione, l'acqua cominciava a scendere dalla mini-fontanella, le piccole campane suonavano e un minuscolo pretino in toga bianca usciva dalla porta principale facendo il gesto di benedirti con le braccia. Avevano dato anche a me venti centesimi per essere benedetta dal piccolo religiosino. Sono fuggita.
E poi sono entrata in chiesa. Solo per curiosità, e non mi è piaciuta particolarmente. Troppo decorarata e opprimente. Io atea, ma non fraintendermi dio, se esisti, so che tu probabilmente trovi i gay simpatici e allegri, ma qua sotto ci fanno credere il contrario, quindi non è che mi piaccia esattamente entrare in chiesa. Ma anche se fossi etero.
Comunque, a parte la modesta compagnia del paese, in casa la gente non mancava. Cugini e soprattutto cugine abbondavano. Ma la persona con cui mi trovavo meglio in assoluto era il nonno. Lo so, può sembrare strano, ma qui i nonni sono sorprendentemente moderni. Primo: parlano TUTTI quanti l'inglese, almeno, e la mia nonna di Stoccarda parla anche il francese. In più il mio nonno del mini-paese ha uno studio che tiene tutto per sé e in cui ha fatto salire solo me e Johanna. Jojo per studiare, e me per disegnare, che stava per "voglio liberarmi un po' di tutti questi bambini ma non voglio essere scortese". Così il nonno mi invitava di sopra. E di sopra aveva una sorprendente discografia in vinile che mi ha fatto riappassionare a Peter Paul & Mary, Simon & Garfunkel e ai Beatles. Taci, Elena. Li conoscevo anche prima di te i Beatles, anche se ora sicuramente ne sai più te di me. Sta di fatto che la mia canzone preferita sta diventando"Love me do".
Vicino a dove abitavamo c'era anche il castello di Neuschwanstein, castello da cui la disney si è ispirata per il castello della bella addormentata, o di cenerentola, non ricordo, non importa, fatto sta che visitarlo è sempre stato un mio sogno. Ovviamente, era in restauro.
Ovviamente.
Ma questo non importa, perchè dopo il percorso a piedi per raggiungere il castello mi sono sentita benissimo, perchè entrando nelle mura del castello sentivo che nonostante non avessi tutti i soldi delle mie coetanee/i che possono permettersi di prendere e di andare in america, di fare il giro degli states, di non essere uno di quei giapponesi che girano l'europa in una settimana correndo come matti, stavo realizzando uno dei miei sogni, e volevo godermelo. E così è stato. Anche se ovviamente era tutto un po' in funzione turistica, (c'era lo stesso odore di Gardaland: frittelle), l'effetto di un castello così su un'altura in mezzo alle montagne ricoperte di neve era uno spettacolo fantastico.
Anche con i lavori del restauro.





Ma poi le vacanze sono finite e sono tornata a scuola. La scuola continua ad andare come andava prima, ma in famiglia sto sempre meglio. Julius, che prima era timido nei miei confronti, ora mi abbraccia e dice che sono la sua "Italienerin Schwester", sorella italiana, e anche Jojo sta diventando come una sorella. E sorella in tutti i sensi. Anche sorella che rompe le scatole in una maniera insopportabile. E sorella con cui la sera ti metti a ridere in modo incontrollato per motivi apparentemente inesistenti. Quando in realtà sappiamo benissimo entrambe che a farci ridere tanto sono state Roberta, la mosca, Bobby, lo scoiattolo enorme che porta una bombetta e Linus il coccodrillo che ama ballare. Okay, sono tutti immaginari, tranne Linus che esiste davvero ma è di plastica, e lo ammetto, lo facciamo ballare noi. Non balla da solo. Non siatene delusi.

Jojo, Bobby, e me.


Lo scorso weekend poi, è venuto mio padre a trovarmi. Abbiamo visitato un po' la città, che gli è piaciuta molto, Stoccarda, e un altro castello, che ho trovato meno turistico dell'altro che ho visitato, e altreattanto bello. Ovviamente, non poteva mancare di perderci almeno una volta.

Lo chiamano castello nella nebbia. Chissà perchè.


E' successo andando a Stoccarda. Ora, dovete sapere che qui ogni paese di un certo rilievo ha le sue frazioncine intorno. Come Pfaeffingen, dove abita Louise. O Dettingen, frazione di Rottenburg dove doveva alloggiare mio papà, frazione che abbiamo comunque faticato a trovare. Bene, Stoccarda ne avrà una dozzina di quelle maledette frazioni. E noi, siamo usciti ad OGNUNA di esse, prima di capire che la strada giusta da seguire era quella dritta. Dannatissime, pittoresche, frazioncine. Ad ogni modo, l'unica cosa che si può fare a Stoccarda è shopping. Non è antica né lontanamente bella quanto la MIA città, artisticamente parlando. In più oggi era il giorno di San Martino. La storia narra (Birgit docet) di San Martino, che, entrando in città, trovò un mendicante nudo (tutto nudo!) e per scaldarlo gli diede metà del suo cappotto che tagliò con la spada (metà, che taccagno!). Ora, bisogna sapere che in città cercavano qualcuno che diventasse vescovo, e tutti additarono quel taccagno di Martino. Ma Martino non voleva. Invece gli altri sì, e insistettero, facendo scappare il povero tirchio.'Sto Martino proprio non ne voleva sapere di diventare vescovo, così si nascose nella stalla delle oche. Le ochette però, che dormivano beate, non si aspettavano la visita dell'avaro, e iniziarono a starnazzare insistentemente. Questo attirò l'attenzione dei villici, con le torce nella notte, trovarono e presero quel poverino di Martino e lo fecero vescovo, che lo volesse o no.
Da quel giorno, il 14 novembre, i bambini vanno in giro con torce di carta (sotto casa mia, sono dolcissimi!). E si mangia l'oca.
Ma io mi sono limitata allo zucchero filato delle bancarelle.
Ma oggi, era anche il compleanno di mio papà! Auguri papà! E se oggi è il compleanno di mio papà, vuol dire che siamo già a metà Novembre! Oh, mio dio, il tempo passa velocissimo. Ancora poco più di un mese e tornerò in Italia, dannazione. E questa cosa è bella e triste al tempo stesso. Okay, so che manca ancora parecchio, però mi sento in vena da sentimentalismi da migrante, per la serie spettacolo-della-Cardinale (la mia insegnante di teatro). E, a parte tutto, mi piace stare qua. Okay, avrò i suoi difetti, tipo il fatto che nessuno mi abbraccia ogni tanto, e che i miei compagni di classe hanno il cervello di una scimmia cappuccina o di un gibbone, però ne vale la pena.
Chissà cos'è cambiato in Italia. Beh, sulla mia classe sono informata. Ho le mie informatrici, una in particolare, e so che è cambiata poco. Ma su una cosa posso stare certa che sia rimasta la stessa, se nonn migliorata, e sappiamo tutti di cosa sto parlando. Del cioccolato!
Ah-ha, scherzo, di Lisa, ovviamente.
Il pensiero che la rivedrò è quello che mi esorta di più a tornare in Italia, anche se ormai mi mancano tutti ufficialmente. E, dio, lo so che l'ho già detto, ma continuo a ripeterlo: E'. Sempre. Più. Fottutamente. Bella.
Ma non poteva diventare così carina mentre ero in Italia, dico?! Non che prima non lo fosse ovviamente. Ma sembra che mi stia tentando di tornare a casa tutti i giorni. Cosa che, a pensarci bene, potrebbe anche fare. Meno male che la rivedo presto. Anche se spero che la sua metamorfosi bea-torna-guarda-come-sto-diventando-bella continui, se può essere più bella di così. Anzi no.
E' perfetta.