martedì 27 novembre 2012

Ricerche o vagabondaggi?

Questa non è stata una settimana particolarmente attiva. Diciamo che dato che i professori mi snobbano, posso saltare alcune ore che non mi interessano. Non biasimatemi, sono una brava ragazza io. Solo che trovo inutile passare delle ore seduta a scaldare letteralmente la mia postazione, senza capire un'acca di letteratura tedesca, anziché piuttosto gironzolare senza un'apparente meta fissa in Tübingen. Così, ho deciso di saltare l'ultima ora di sabato scorso, e andare a mangiare da qualche parte per le viuzze strette, circondate dalle case tipiche della città, strutturate in legno, risalenti al medioevo, che tendono ad allargarsi salento verso l'alto. Se si proiettasse la strada sulla quale cammino, in centro, sarebbe troppo larga per stare tra i tetti delle case a punta. Tornando al mio vagabondaggio, comunque, mi sono stabilita alla Nonnenhaus, che è uno dei punti di Tübingen che mi piace di più, e ho iniziato a mangiare il mio pranzetto, seduta su un muricciolo. Ad un certo punto, un tizio con la fisarmonica ha cominciato a suonare, appoggiato all'inferriata di un ponticello. Non è meraviglioso come la musica, anche un semplice motivo, possa cambiare totalmente la percizione di una persona su quello che gli sta accadendo intorno? Voglio dire, le persone camminavano rilassate e calme con la colonna sonora de Il Meraviglioso Mondo Di Amelie, e due minuti dopo, erano in preda alla fretta e all'agitazione generale, con In The Hall Of The Mountain King. con una colonna sonora si può immaginare di tutto sulla gente che passa; L'uomo con la camicia rossa sta pensando alla sua bambina piccola che lo aspetta a casa, la donna con gli stivali color pesca ha già cominciato a fare i regali di natale, e l'anziano signore con la sciarpa a quadri ha voglia di una zuppa. La musica costruisce la storia delle persone, non trovate? Quando il suonatore di fisarmonica si è spostato gli ho detto: "Noch enimal bitte!" (ancora una, perfavore), ma lui si è limitato a indicarmi che andava da un'altra parte della città, e così l'ho seguito. Okay, avrà pensato che fossi matta, ma non mi importa.Ascoltarlo mi piaceva un sacco, e in più, non avevo nulla di meglio da fare. Così l'ho seguito fino al Rathaus Platz e mi sono seduta ad ascoltare la musica.
Lì, ovviamente, ho incontrato Birgit, che però non ha fatto riferimenti al fatto che non ero a scuola. Però mi ha fatto quasi perdere il tizio.
Ora. Avrei voluto avere una specie di macchina fotografica magica per ritrarre le case, la gente che passava, la musica, tutto, in ogni dettaglio. Ma, ovviamente, non avevo con me neppure la mia macchina fotografica normale. Figuratevi una magica. Dopo un po' che ascoltavo mi è venuta voglia di ballare. Così ho chiesto ad un vecchio signore di ballare con me. "Ma non so ballare!" Mi fa. "Beh, ma neanche io!" E alla fine ho ballato con il vecchio signore.
Okay, lo so che adesso mi state prendendo per pazza, drogata o entrambe le cose, ma non è del tutto colpa mia. E' che in questo periodo sto leggendo parecchi libri filosofici (non ne ho più altri italiani qui) e il mio modo di pensare in questo periodo ne risente leggermente.
Non pensate che i miei vagabondaggi si limitino all'inseguimento di suonatori isolati di fisarmonica comunque.
Infatti, come avevo già detto un po' di tempo fa, vado a tingermi i capelli. Non tutti, sia ben chiaro. Il punto della situazione è che io e Laura, anche lei con le stesse intenzioni, dovevamo prima trovare un parrucchiere abbastanza economico e pseudo-bravo. Ora, diciamo che siamo andate migliorando. Il primo è stato un disastro. La tizia che ci lavorava non ha capito un'emerita sega di quello che volevamo fare (e non era il nostro tedesco che faceva schifo, perchè con gli altri ha funzionato benissimo), e inoltre, quando abbiamo detto che volevamo tingerci i capelli di blu lei ha strabuzzato gli occhi e ha detto: "BLU?! Non preferireste piuttosto un bel rosso?"
Ma il rosso puoi tenertelo.
Siamo usciti con addosso questa faccia:
 Il secondo era già meglio, la tizia che ci lavorava ci aveva quasi convinto finché abbiamo chiesto il prezzo al tipo che era in cassa e lui ci ha risposto in tono degno del nostro accento malghese "Ah, ho mia eh. Me laur mia ché."
Traducetelo in tedesco.
Comunque, era sempre migliore del primo.
Il terzo non era male, però la tizia che ci ha parlato ha detto che per tingerseli come avrebbe voluto, Laura avrebbe dovuto tagliarsi un po' i capelli, perchè ha le punte rovinate. Questo ce lo aveva detto pure quella del secondo, ma non quella del primo (prova ulteriore della sua stupidità). Però questo era un po' troppo caro. L'ultimo che abbiamo provato ci ha convinte definitivamente perchè:
1.La tizia è stata molto gentile
2.Costa ragionevolmente poco.
3.C'è una ragazza italiana che ci lavora e questo forse (e sottolineo, forse) ci permetterà di uscire dal parrucchiere come ci aspettiamo e non totalmente rasate a zero tranne la frangetta tinta di verde, per qualche incomprensione linguistica.

I nostri vagabondaggi non si solo limitati a ciò, nossignore! Questo weekend siamo state lasciate sole a noi stesse, ma questo forse è stato anche un bene, perchè Johanna & co. non possono entrare nei bar, o meglio, possono, ma non possono bere praticamente nulla perchè non hanno ancora sedici anni. E vagabondare con loro è bellino, ma la sera è fottutamente freddo, e io sono più tipo da calda atmosfera da pub, o anche da bettola volendo. In ogni caso, io e Laura ci siamo dedicate alla ricerca di uno che ci potesse aggradare. E ne abbiamo trovata una carinissima, che si raggiungeva passando per un ponticello sopra un canale del Neckar, in cui salivi le scale e ti trovavi in una calda atmosfera da birra-tedesca. Sarebbe sembrata una cosa carina e fiabesca se non fosse stato per il fatto che dentro l'atmosfera era, appunto, da birra-tedesca.
Era meraviglioso.
Il problema era che la parte fumatori era un buon tre quarti del locale, e la parte non fumatori aveva solo tre miseri tavolini. Ci saremmo adattate, ma era tutto pieno. Così siamo andate alla ricerca di un altro posto. E vicino alla stazione ne abbiamo trovato uno che somiglia in modo stupefacente al Conary, in cui ci hanno servito sì, birra, ma anche un amaretto. Ah, sia lodato il cielo! Di solito ti chiedono l'età, questi dannati tedeschi. Comunque, siccome era da parecchio che non bevevamo nulla che non fosse birra, io e Laura eravamo sane, ma piuttosto brille. Lo so, lo so, sono brava negli ossimori.

Momento dedicato alla mia Lisa. 

Sai, dolcezza, oggi ho avuto un istinto fortissimo di abbracciarti e per un po' ho agitato le braccia nel vuoto come una stupida. O una pazza. O anche una scema, volendo. Ecco, dovresti essere fiera di te, rendi la tua ragazza una stupida pazza scema. Ma non fa niente, sei perdonata. Dopo tutto, non penso di essere l'unica stupida-pazza-scema-innamorata su questa terra. 




                                                               

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