lunedì 15 dicembre 2014

Lunghezze D'onda

Quale titolo migliore per inaugurare i miei post dalla strepitosa postazione di *rullo di tamburi* Venezia?
Esatto, miei numerosissimi e amatissimi lettori. Alla fine la mia scelta è caduta su Venezia e, in particolar modo, su Giapponese. Anche se soddisfa solo due dei miei obbiettivi (Li e Via) ho pensato di continuare la strada linguistica che avevo intrapreso al liceo e questa scelta per ora non mi sta deludendo. Innanzi tutto perché sia la lingua che la cultura giapponese mi hanno sempre affascinato, anche se la lingua si sta dimostrando FOTTUTAMENTE difficile, davvero, in confronto il tedesco è una bazzecola (a proposito del tedesco, non lo sto più studiando, ma ho deciso che dall'anno prossimo do almeno un esame di tedesco, così mi tengo allenata e mi levo dalle scatole sei dei crediti a scelta). Inoltre, devo ammettere che uno dei motivi principali per cui amo la mia facoltà è la compagnia.
Ora, ogni tanto mi sveglio al mattino e penso: "Ma avrò fatto la scelta giusta? Non è che mi sto pentendo di avere fatto lingue al posto di arte?" Ebbene miei cari amici, mentirei se dicessi che un po' mi pento. Ma mentirei anche se dicessi che se avessi fatto arte, non mi sarei pentita di non aver fatto lingue.
Ah, quel mio vecchio problema con le scelte (Vd. Dilemma del Cioccolatino, Ottobre 2012 N.d.A.)
C'è però una cosa che mi rende pseudo sicura della mia scelta, e queste sono le persone. Lo so, lo so, avevo detto di odiare le PERSONE, e infatti è così. Tuttavia, qui mi trovo sorprendentemente bene. Voglio dire, nessun senso di disagio, nessun "sentirsi fuori posto", wow. Era dalle elementari che quel senso di inadeguatezza a contatto con le PERSONE non se ne andava. Un giorno della scorsa settimana pensandoci mi sono realmente commossa e messa a piangere, e questo dovrebbe farvi capire quanto fuori di testa siano i miei colleghi universitari, o come direbbe uno dei miei collegucci, Fricat e Cap (che appunto vuol dire fuori come un citofono), per farmi sentire a mio agio in mezzo a loro. Già esteticamente si capisce questa cosa dal fatto che non sono più l'unica scema con i capelli arcobaleno.
Quindi ho deciso, mi impegnerò al massimo anche per preservare questo stato di contatto umano che si è impadronito di me. Può sembrare una motivazione futile, ma fanculo, per una volta sto bene, mi impegnerò per continuare a stare bene.

La cosa migliore delle PERSONE (e deve essere letto con un cipiglio un po' incazzoso: PERSONE) che ho conosciuto in uni, è che vengono un po' da tutt'Italia, e questo, oltre ad evitare la prematura formazione di gruppetti e quindi ad obbligarci a socializzare tra noi, mi ha fatto scoprire un tipo di persone nuove: quelle del sud Italia. 
Lo so, lo so. Può suonare razzista. Ma datemene atto, non sono mai stata così bene come con delle persone del sud. Può essere solo una coincidenza, davvero, non voglio fare nessun tipo di discriminazione, lo sapete tutti che odio le discriminazioni, ma prima di adesso non avevo mai passato così tanto tempo con ragazzi meridionali (sono vissuta in Valle Camonica, e checcazzo), e sono così calorosi rispetto agli abitanti della mia valle di lacrime!
Mi sento sempre più terrona inside.

Oltretutto, con quattro di questi ho anche formato un gruppo un po' più ristretto ma con cui mi trovo benissimo. Le cose che più mi piace di loro è che non si lasciano spaventare/schifare facilmente davanti alle sfide e alle difficoltà, che sono tutti fricat e capa, che hanno tante cose da raccontare sui posti dove vivono (e che andrò sicuramente a visitare un giorno OHOHO) e che hanno un accento magnifico. Sono due ragazzi, uno marchigiano e uno campano, e una ragazza siracusana. 
Amo definitivamente l'accento del Campano.


Da sinistra verso destra: il Machigiano, il Campano, io, la Siracusana.

Ora, detto tutto ciò, vorrei aprire un breve capoverso intitolato: 

Relazioni Ritmiche

Immersa in questa mia nuova vita universitaria la musica non ha mai avuto un'importanza così forte come ha adesso (soprattutto le canzoni dei Red Hot Chili Peppers). Sono arrivata a pensare che ogni relazione che intreccio nella mia vita sia come ballare qualcosa con la persona direttamente interessata. Ora, il ritmo della relazione, relativamente facile all'inizio, va sempre più complicandosi e velocizzandosi, e il compito di ogni membro relazionale è quello di mantenere i due ritmi compatibili tra loro.
Facciamo un esempio: Abbiamo detto che in una relazione il ritmo di partenza è semplice, ma bisogna comunque fare attenzione a partire con il piede giusto, altrimenti tutta la danza in sé non sarà mai organizzata, ma uscirà una cosa tutta scombinata e inascoltabile. Tuttavia partire nel modo giusto è solitamente un processo che non riscontra grandi problemi. I primi passi possono magari essere un po' incerti, ma poi magari cominci a prendere il ritmo, e all'inizio questo  un ritmo regolare, magari non troppo veloce, piacevole. Andando più a fondo in una relazione il ritmo comincia a riscontrare irregolarità, cambiamenti (anche repentini) di velocità, inversioni di rotta ecc;
Ecco, qui, secondo me, entra in gioco la lunghezza d'onda. 
Tu potrai impegnarti quanto vuoi, potrai allenarti, cercare persone che hanno lo stesso ritmo di quella con cui stai ballando, ma se non avete la stessa lunghezza d'onda, la relazione rimarrà una relazione superficiale, ballata su ritmi semplici; non necessariamente spiacevoli, anzi, ma semplici. 
Ma quando davvero, e dico davvero, ti trovi sulla stessa lunghezza d'onda della persona con cui danzi, allora BOOM, che soddisfazione, tu capisci, quella capisce, e il ballo diventa sempre più vorticoso, più complesso, i passi più veloci, più numerosi, e ballerai, ballerai finchè i piedi non ti faranno male, ma non ti importerà perchè ti starai divertendo come un pazzo, e non ti dovrai neppure sforzare più di tanto per mantenere quel tenore di ritmo.
Certo, non è che una relazione debba sempre mantenere un ritmo così stancante. Ci sono anche i momenti di calma, in cui magari si rallenta un attimo. Può darsi anche che il momento in cui i due ritmi si sono sposati così bene l'uno con l'altro sia stato solo un attimo, e che ora uno cerchi una polka e uno una salsa merengue. E naturalmente non dev'essere solo una cosa a due, esistono i balli di gruppo. 

Badate bene lettori, qui non sto facendo nessun riferimento sessuale, sto solo parlando di relazioni, che possono essere di qualsiasi tipo. 
Però, non lo so, a volte penso che se delle lunghezze d'onda si incontrano così bene l'una con l'altra, potranno avere anche dei periodi di bonaccia, ma sarà sempre una gioia quando esse si rincontreranno e potranno ballare qualcosa insieme, anche uno di quei balli dell'estate stupidi. 

Senza cambiare discorso, ieri il Campano, la Siracusana e io siamo andati ad un festival dell'Oriente che si teneva a Padova, dove mi trovo ora a vivere (faccio la pendolarina :3) . Guarda caso, là ho trovato un esempio perfetto di quello che ho appena descritto qua sopra, ovvero un gruppo di uomini e donne che insieme suonavano i Taiko, i tamburi tradizionali giapponesi. Ora, ogni suonatore, non solo doveva preoccuparsi di ascoltare se lui stesso stava andando a ritmo, ma doveva preoccuparsi di ascoltare anche gli altri. Il tutto accompagnato da una serie di movimenti sincronizzati fra loro. Ho trovato il concerto molto affascinante in sé, anche solo per la bravura dei membri del gruppo - i Masa Taiko - e per il fatto che adoro quando il suono vibrante del tamburo ti fa tremare la cassa toracica e si impadronisce del tuo battito cardiaco, ma anche per il fatto che riassumeva perfettamente quello che avevo pensato alcuni giorni prima, ovvero il teorema delle R. R.; Relazioni Ritmiche. 

Naturalmente, tutto questo rumore, per quanto possa essere musica, rimane rumore. Anche se faccio l'uni ormai da tre mesi (caspita, sono già TRE mesi), sono ancora un po' scombussolata, e ogni tanto mi sembra di tornare alle medie dai valzer ormonali che infuriano nella mia testa. Se potessi descrivere la mia testa con una canzone direi Toxicity dei SOAD, soprattutto nella parte in cui il cantante urla "disorder" come un pazzo schizzato.
Nu bordell.
Ma anche se a volte vorrei girare la rotellina del volume nella mia testa per godermi un po' di silenzio, in fondo non mi posso lamentare più di tanto.
Questa canzone mi piace. 

Anche se non c'entra per niente posto le mie nuove foto macro, questo è l'unico spazio in cui le voglio condividere. 



















2 commenti:

  1. Sono contentissima che ogni tanto tu scriva qualcosa qui! Io ti leggo! Ti ho scoperta un paio di mesi fa tramite una tua foto apparsa su google e mi sono proprio appassionata! Sei profonda e piena di vita! Però, però... non vale non raccontare nulla ai tuoi fedeli lettori della tua vita di prima! Lisa? Laura? La vita sul lago? La famiglia tedesca? La tua famiglia?
    L'università è come un giro di boa nella vita...racconta un po'a noi che siamo fuori da te come hai salutato il prima. :-)
    In bocca al lupo per il nuovo anno e complimenti per le magnifiche foto!
    Serena

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  2. Ciao Serena!
    Grazie mille per le tue parole, non pensavo che qualcuno potesse davvero leggere quello che scrivo, per lo più è una specie di raccoglitore di pensieri random un po' più ordinati, ma comunque grazie :D
    Be', allora, io e Lisa ci siamo lasciate più o meno al'inizio di ottobre, e devo dire che purtroppo non siamo rimaste in buoni rapporti come speravo, ma è soprattutto colpa mia :/ Lalla è nella mia stessa università quindi ogni tanto la vedo, anche se non tanto come avrei creduto. E' proprio vero, l'uni è un cambiamento pazzesco, e anche se mi sto impegnando a mantenere i rapporti con tutti non è sempre facile, a volte mi sembra di avere una doppia vita! Pensa che ho cercato su internet il significato di doppia personalità perchè per un periodo ho pensato anche di esserne affetta xD

    Grazie mille per il tuo commento e i complimenti, continuerò a postare foto e pensieri random :)

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