Okay, ho mentito.
Avevo promesso che avrei scritto ogni mese, invece l'ultimo post risale a maggio e - guarda qua!- siamo già alla fine di luglio. Tra le altre cose dovrò scrivere questo post in tutta fretta, ma DEVO scriverlo, è una fermata obbligata, siccome domani parto per l'interrail. Esatto, miei cari lettori, domani c'è la grande partenza per quella avventura di cui ho tanto sognato, di mettermi uno zaino in spalla e girare per le città europee. Meta del nostro viaggio - organizzato prevalentemente da me e Marco, e, modestamente, siamo stati strepitosi- sono i fiordi norvegesi, a cui arriveremo fra circa una settimana. Ora come ora mi sembra di non aver organizzato nulla e di buttarmi a capofitto in un'avventura totalmente a caso, ma se mi calmo e ci penso un po', in realtà è da circa gennaio che ci lavoriamo. Adoro questa sensazione di smarrimento/nuovo che mi si para davanti, insomma, con gli altri viaggi era comunque diverso, perchè nonostante siano stati comunque spesso sulla stessa linea (in posti totalmente nuovi, e mezzi allo sbaraglio) c'era sempre qualcuno che organizzava per me, o che al massimo si faceva aiutare da me. Questa è la prima volta che organizzo un viaggio tutto all by myself. E Marco, naturalmente.
Ma parlerò dell'interrail quando questo sarà finito, ad agosto, così sarò moralmente obbligata a scrivere un altro post. Se non sarò troppo impegnata a studiare. Eh, già, perchè la sessione estiva è già finita dal primo luglio e, nonostante sia stata bravina, mi devo comunque portare un esame ad agosto. Solo uno però, dai. In realtà questo è anche grazie al merito di Wasabi e Marco, che, come due seccanti, mi hanno tenuta sempre sotto studio, e davvero, se non fosse stato per loro, penso che me la sarei cavata comunque, ma mi hanno davvero aiutata a mantenere il ritmo. E' una figata che in un solo anno, tra noi quattro (aggiungendo anche Chiappa) si sia creato un legame così forte, almeno per me, ma mi sembra una cosa condivisa da tutti noi. Anzi, meno di un anno: contando i mesi sono.. dieci mesi, neanche un anno che ci conosciamo. Eppure, sento davvero di avere un legame.. come posso definirlo, non forte, ma "speciale" per restare in tema wasabi. Non lo so, c'è feeling, c'è lunghezza d'onda (vd. post "Lunghezze d'Onda" nda).
In realtà questo fatto un po' mi spaventa, per diversi motivi.
Il primo motivo è che è già passato un anno. Voi direte: "E che spacchiu c'entra con i tuoi amichetti?"
Be', è GIA' passato un anno, ragazzi! Vi rendete conto? L'università non è come il liceo, è molto più corta, e per di più il terzo anno penso (e spero) che tutti e quattro andremo per un periodo in Giappone e quindi, tralasciando il fattore Marco per un attimo, che sarà distruttivo, significa ancora meno tempo per stare insieme. O almeno, non so quante probabilità ci siano di finire più o meno nella stessa località giapponese di anche uno dei miei tre amichetti. Da aggiungere a tutto questo il fatto che il tempo, che già è poco, passa alla velocità doppia, se non tripla rispetto a quella del liceo.
Un altro motivo è una ragione che in realtà mi fa sentire un po' egoista, quindi non giudicatemi troppo. Mi spiego meglio.Ora, bisogna sapere, che l'anno prossimo, i ragazzi (Wa Chia e Ma), andranno a vivere insieme. Questo mi ha riempito subito di una enorme giuoia, vista la precedente situazione con i coinquilini di tutti e tre. Tuttavia, col mio solito impeto distruttivo, ho cominciato a farmi film mentali nei quali, una volta io e Marco ci fossimo lasciati, per gli altri due rimanere miei amici sarebbe stato davvero difficile, vivendo sotto lo stesso tetto di Marco, e giustamente non gliene farei neppure una colpa, voglio dire, sarebbe normale ed ineveitabile. Quindi mi sento terribilmente in colpa nel dire che tutte le volte che sento quei tre dire quanto sono felici di vivere insieme l'anno prossimo, senta quella piccola punta di amarezza e di senso di esclusione. Ma non fa nulla, essenzialmente sono davvero, davvero felice, e poi comunque andrò a trovarli molto spesso non essendo ancora - fortunatamente- single, e "vivere" tutti e quattro insieme sarà una cazzo di figata. Non essendo single.. Su Marco vorrei aprire un breve capoverso a parte, intitolato:
Snorlax
Nel caso i miei lettori non lo sapessero, Snorlax è un pokemon, in particolare è uno pokemon che nei giochi delle prime generazioni si trovava in un luogo poco adatto per riposare. Dico poco adatto perché il protagonista del gioco doveva per forza passare per il punto in cui io pokemon schiaccia il suo sonnellino, e per fare questo utilizza uno strumento chiamato pokéflauto. Ecco, utilizzate tutto questo preambolo come una metafora: diciamo che prima di incontrare Marco, nella mia testa c'era uno Snorlax che dormiva, o che per lo meno non disturbava nessuno nei rari momenti in cui si svegliava. Questo Snorlax è lo Snorlax delle Emozioni Emotive, che riuscivo a controllare tranquillamente tramite una sorta di filtro. Da quando mi sono innamorata, il filtro è andato rompendosi sempre più, e le EE sono diventate sempre più forti ed incontrollabili. Diciamo che Marco ha il pokéflauto e sveglia Snorlax. Ora, questo ha sia conseguenze positive, perchè riesco a provare felicità e gioie davvero forti, sia negative, perchè quando invece mi arrabbio, o mi intristisco lo sono il doppio. In realtà non sono ancora sicura che sia davvero così o se magari è semplicemente dovuto al fatto che dopo averlo visto per molto tempo, il non vederlo mi abbia fatto questo scherzetto. La cosa in sé non mi dispiace più di tanto, ma devo forse farci l'abitudine così da non sentirmi incredibilmente stupida e quindicenne alle prese con i primi amori e con la testa che non ci capisce nulla, come se di colpo mi si fossero arricciati tutti i capelli.
Ad ogni modo questi giorni di separazione da Marco sono stati piacevoli, voglio dire, a parte il tornare in valle che è stato piuttosto noioso, sono andata in Puglia con mia madre, che mi ha invitato circa due giorni prima della loro partenza, ma così è stato fico. La Puglia mi è piaciuta, soprattutto i paesi: Ostuni, Cisternino e Alberobello, che mi ha davvero incantata (poi modificherò il post caricando le foto), ma per quanto riguarda la Puglia poi, c'è un'avventura che devo assolutamente raccontare. Un giorno, tutta la famiglia ed io decidemmo di prendere le bici a noleggio da nostro ostello per andare in una vicina riserva naturale. L'avventura cominciò con i presupposti giusti, ma le bici non erano altrettanto pronte: il nostro campeggio ci aveva noleggiato delle bici "nuove" con comodi optional quali manubrio storto, catena facilmente soggetta alla forza di gravità e pedali rimuovibili. Quest ultimo in particolare fu un problema piuttosto sentito da mia madre e il suo attuale compagno, Bruno, mentre il mio tallone d'Achille fu il manubrio che di punto in bianco, mentre pedalavo con il sole in faccia, si piegò in avanti catapultandomi nelle frasche secche.
Comunque non mi sono fatta nulla.
Il paesaggio era comunque stupendo.
Mentre le ruote giravano sull'asfalto bollente, le innumerevoli piante di olenandro ondeggiavano mollemente spinte da rare alitate di vento, la strada era circondata da un patchwork di campi che variavano dall'oro del grano al rosso dei pomodori com delle spruzzate di bianco, dove sorgevano le casette intonacate dei contadini. Senza poi parlare dell'odore di salsedine nel vento che mi scopigliava i capelli e li rendeva ricci e crespi, facendomi capire come mai Caparezza sia nato con questa peculiarità.
Comunque, a metà del nostro percorso perdemmo i primi due eroi: mia madre e Bruno, che non poterono continuare poiché entrambi avevano perso almeno un pedale. Così, mentre decidevamo cosa fare, dopo aver aspettato vicino ad un cavalcavia per circa una ventina di minuti, da là sotto spuntò un vecchio.
Esatto, un vecchio. Con un piccone.
Ora, non so come dovrei essere supposed to reagire ad una cosa del gemre, ma prima ancora di lasciarci in qualche modo dire qualcosa, l'arzillo vecchietto si dimostrò subito molto loquace.
"Avete bucato? Ah, anche nel nostro mio agriturismo noleggio le bici, solo che le mie funziano perfettamente, io i miei clienti li tratto benissimo infatti proprio ora sto scavando un sotto passo per loro, per evitare di farli passare dalla tangenziale, solo che la terra è dura. "
Al ritorno accurammo che il vecchio aveva davvero scavato un sottopasso, e dalle vesciche sulle sue mani constatai anche che la terra era dura come diceva. Ad ogni modo questo simpatico soggetto che non parlava altro che pugliese, ci indicò la strada per una spiaggia in cui, a detta sua: "Non potreste andare, ma se vi fanno la multa sono io a farvela, perchè quella è la mia spiaggia."
La spiaggia era davvero bella comunqur. Ne valse la pena di tutta quella fatica.
L'acqua era smeraldina e fresca, e dopo tutta quella pedalata la cosa più bella fu minarsi a sponzo sul bagnasciuga, lasciando che i raggi del sole scottassero la mia pelle. Un'altra cosa figa è che c'erano un sacco di animali sfiziosi, tra uccelli, insetti, pesci e crostacei. Appena avrò la possibilità poi pubblicherò le foto. Anche perché dai 37 gradi della Puglia sono passata ai 9 della Norvegia e ora non riesco a pubblicarle.
Infatti pubblicherò questo post ad agosto e non a luglio, causa pigrizia.
Ma shhh, facciamo finta di nulla.
